N8AGOSTO

Orario di apertura in vigore fino dal 30 ottobre 2018 al 31 marzo 2019:

lunedì giorno di chiusura
martedì dalle 10:30 alle 16:30 (ultimo ingresso 16:30)
mercoledì dalle 10:30 alle 16:30 (ultimo ingresso 16:30)
giovedì dalle 10:30 alle 16:30(ultimo ingresso 16:30)
venerdì dalle 10:30 alle 16:30(ultimo ingresso 16:30)
sabato  dalle 10:30 alle 16:30(ultimo ingresso 16:30)
domenica  dalle 10:30 alle 16:30(ultimo ingresso 16:30)

Si informa altresì che ogni PRIMA DOMENICA del mese è consentito l’ingresso gratuito al Tempietto del Clitunno, in ottemperanza al Decreto Ministeriale del 27 giugno 2014.

Dal 29 luglio 2011 il Tempietto è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO quale parte del sito seriale “I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.c.)”. Oltre al Tempietto, il sito comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, che si situano dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti Ducati Longobardi che formarono quella che possiamo definire la prima “nazione” italiana. In particolare il Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli, il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il castrum di Castelseprio-Torba, la Basilica di San Salvatore a Spoleto, la Chiesa di Santa Sofia a Benevento e il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo.

Lo stile generale con cui è stato concepito il Tempietto e il linguaggio straordinariamente classicheggiante che emerge sia dai reimpieghi sia dagli ornamenti appositamente disegnati ed eseguiti, suggeriscono che i committenti furono probabilmente membri della famiglia ducale, che, attraverso l’evocazione della grandezza di Roma, proclamavano il loro status e il loro prestigio. La gran parte degli ornamenti scolpiti è costituita da opere nuove, progettata ed eseguita in modo così convincente, abile ed ingannevole da riuscire a convincere anche Palladio che il Tempietto fosse un tempio romano e continuare a sviare e stupire gli studiosi anche oggi.

L’edificio si presenta come un piccolo tempio corinzio tetrastilo in antis, su alto podio, frutto di almeno due fasi costruttive ravvicinate. All’origine doveva trattarsi di un vano unico voltato a botte corrispondente alla cella dell’attuale costruzione.

Dedicato a San Salvatore, è stato eretto nel V secolo d.C. nell’area presumibilmente occupata in precedenza (in epoca romana) da sacelli dedicati alla divinità fluviale (Clitumnus) identificata con Giove (Iuppiter).

La facciata è caratterizzata dalle splendide colonne coperte di foglie e l’architrave riporta, in caratteri maiuscoli romani quadrati, straordinariamente intagliati, l’iscrizione invocante Dio, che doveva essere complementare a quella dei due portici laterali.

All’interno del Tempietto dipinti murali di notevole qualità, ritenuti fra i più antichi dell’Umbria inquadrano l’edicoletta marmorea dell’abside, anch’essa in parte frutto del montaggio di elementi romani di reimpiego e di decorazioni eseguite appositamente. La trabeazione continua che abbraccia tutto il monumento ha l’evidente intento di ricucire formalmente le parti nuove alla primigenia struttura.

L’eccezionale morfologia del Tempietto che fa pensare a templi dell’età greco-romana ha indotto le più discordanti ipotesi circa l’originaria destinazione e la collocazione cronologica dell’edificio. Studi più recenti hanno circoscritto la cronologia all’età longobarda, con un’oscillazione tra gli inizi del VII e il pieno VIII secolo.